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La cascata arcobaleno di Davenport colora la Biennale di Venezia 2017

La cascata di colori dell'artista britannico, nello spazio Swatch presso i Giardini della Biennale, regala sorrisi ed energia


La cascata arcobaleno di Ian Davenport colora i Giardini delle Biennale di Venezia, regalando gioia ed energia ai visitatori di una delle più importanti mostre di arte contemporanea al mondo. “Vedere le persone sorridere e scattare selfie davanti a un’opera vibrante ed energetica era proprio quello che volevamo” racconta Carlo Giordanetti, diretto creativo di Swatch che ha fortemente voluto ospitare l’artista britannico nel suo spazio espositivo presso l’esibizione veneziana.



Il diretto creativo di Swatch Carlo Giordanetti davanti alla "cascata di colori" di Davenport nei Giardini della Biennale (Credits: Swatch).

L'OPERA L’esperimento può dirsi pienamente riuscito: gli oltre 1.000 colori lasciati cadere per gravità dall’alto dei 4 metri dell’opera creano davvero, grazie alla perfetta viscosità della pittura, un effetto vibrante sulla superficie dove sono rimaste impresse linee perfette e vive, che una volta arrivate a terra si mischiano in un ulteriore gioco di sfumature e colori. La parte bassa dell’opera nasce da una nuova intuizione di Davenport nata osservando, dice lui, la vernice defluire nei canali di scolo del suo studio di Peckam, nel sud-est di Londra.



L'artista brittanico Ian Davenport con lo Swatch in edizione limitata da lui creato (Credits: Swatch).

L'OROLOGIO Un ulteriore tratto distintivo che si aggiunge a uno stile ‘a cascata’ ormai diventato inconfondibile e che Swatch ha pensato di trasportare in un orologio a edizione limitata – verranno prodotti 1.966 esemplari, per celebrare l'anno di nascita dell'artista.. – che per Davenport ha rappresentato una vera e propria sfida: “La mia convinzione è sempre stata quella che un’opera dovesse essere di grandi dimensioni (la sua installazione alla Biennale è alta 4 metri e larga 14, ndr) per stupire e coinvolgere lo spettatore – spiega -. Per questo è stato difficile e stimolante provare a portare la mia arte sui pochi centimetri di un orologio Swatch”.



Lo Swatch Art Peace Hotel di Shangai (Credits: Swatch).

SWATCH ART PEACE HOTEL Nello spazio espositivo dell’Arsenale Swatch ha voluto portare una testimonianza di un’altra sfida che il marchio svizzero ha lanciato nel 2011 al mondo dell'arte contemporanea ospitando quattro artisti provenienti dallo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai, dove creativi da tutto il mondo si sono ritrovati (l'esperimento è in corso tuttora, basta cliccare qui per iscriversi) a vivere insieme per un periodo che va dai 3 ai 6 mesi condividendo workshop ed esperienze e lasciandosi ispirare dalla città nel creare opere che si trasformano inevitabilmente in una fusione affascinante di stili e culture. La stessa che si respira passeggiando per la Biennale.

 

Teobaldo Semoli

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