Cinema

The Congress, il film tra cartoon e fantascienza con Robin Wright - Video in anteprima

Firmato Ari Folman, fonde il live action all'animazione e al capture motion. E si pone un'inquietante domanda: gli attori potranno esser rimpiazzati dai loro cloni digitali?

Ari Folman nel 2008 vinceva il Golden Globe per il miglior film straniero con Valzer con Bashir (2008), documentario sui conflitti in Libano in forma di cartoon.

Ora il regista israeliano torna con The Congress, lungometraggio che mescola la recitazione in carne e ossa all'animazione, due mondi che convivono tra allucinazioni, visioni e inquietanti ipotesi avveniristiche.

Ispirato al romanzo Il Congresso del Futuro dello scrittore di fantascienza Stanislaw Lem, basato sulle nuove tecnologie del 3D, del capture motion e del live action, arriverà nelle sale italiane il 12 giugno distribuito da Wider. Panorama.it ne presenta qui un estratto video in esclusiva.

 

Protagonista assoluta è Robin Wright, che interpreta se stessa, in una versione simile al vero ma fittizia.

L’attrice texana, ultraquarantenne ancora bellissima, riceve da un grande Studio l’offerta di vendere la propria identità cinematografica: verrà scansionata e di lei sarà creato un campione così che lo Studio possa utilizzare la sua immagine a piacimento in qualsiasi tipo di film di Hollywood, anche i più commerciali, da lei in precedenza spesso rifiutati. In cambio Robin riceverà una cospicua somma di denaro ma, soprattutto, lo Studio promette di mantenere il suo alias digitale per sempre giovane, per l’eternità, in ogni film. L’altra condizione imprescindibile è che Robin smetta di recitare e che solo il suo alias continui a vivere sul grande schermo.

Nel cast anche Paul Giamatti, Harvey Keitel e Sarah Shahi, ma non nei panni di loro stessi.

 

\"Nel suo romanzo Il Congresso del Futuro, il grande scrittore di fantascienza Stanislaw Lem predisse una dittatura chimica mondiale ad opera di importanti case farmaceutiche. Scritto nei tardi anni sessanta, il libro ci racconta un mondo in cui i produttori di medicinali hanno il pieno controllo sulle nostre emozioni, dall'amore e i desideri, alla gelosia e la paura\" ha detto Ari Folman. \"Lem, considerato il più grande profeta e filosofo della fantascienza (assieme a Philip K. Dick), non aveva idea di quanto la sua previsione fosse azzeccata rispetto agli albori del terzo millennio. Nel mulinello psicochimico predetto da Lem, l'adattamento cinematografico di questo romanzo introduce le attuali tecnologie cinematografiche del 3D e del motion capture, che minacciano di soppiantare il cinema con cui siamo cresciuti. Nell’era post-Avatar, ogni regista deve riflettere se gli attori in carne ed ossa che da sempre popolano la nostra immaginazione sin da bambini possano essere rimpiazzati da immagini 3D generate da un computer. Questi personaggi computerizzati sono in grado di creare in noi lo stesso entusiasmo e la stessa eccitazione? E alla fine, importa davvero?\".

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