Cinema

"Tutti pazzi per Rose", la commedia sulle gare di dattilografia anni '50 - Video in anteprima

Successo dello scorso Festival del cinema di Roma, arriva in sala l'opera prima del franceseRégis Roinsard

Al Festival del cinema di Roma 2012 aveva raccolto vivi consensi sia di critica che di pubblico. Ora Tutti pazzi per Rose (titolo originale Populaire), la brillante opera prima del quarantunenne francese Régis Roinsard, arriva nelle sale italiane dal 30 maggio. Qui ne presentiamo un estratto video in esclusiva.

 

Commedia travolgente dai toni romantici, omaggia gli anni Cinquanta, riproponendo il candore e la leggerezza di quell'epoca. Ma parla anche di emancipazione femminile e della volontà della protagonista d'inseguire un sogno che la porta lontana da casa e a intraprendere una nuova carriera da segretaria campionessa di dattilografia.

Protagonista infatti è Rose, interpretata da Déborah François, già vista ne La voltapagine

Ha 21 anni e, nel 1958, vive con suo padre, un burbero vedovo titolare dell'emporio di un piccolo villaggio in Normandia. Promessa sposa del figlio del proprietario dell'autofficina, l'attende un destino di casalinga docile e devota che lei però rifiuta di tutto petto. Decide così di partire per Lisieux, dove il trentaseienne Louis Echard (Romain Duris, il bel protagonista de Il truffacuori), carismatico titolare di un'agenzia di assicurazioni, sta cercando una segretaria. Il colloquio per l'assunzione è un fiasco, ma Rose ha un dono: batte i tasti della macchina per scrivere a una velocità vertiginosa e così riesce suo malgrado a risvegliare l'ambizioso sportivo che sonnecchia in Louis... Se vuole ottenere il posto, Rose dovrà partecipare a delle gare di velocità dattilografica. L'obiettivo di Louis è che diventi la dattilografa più veloce di Francia e del mondo. Lui si improvviserà allenatore...

Nel cast anche l'attrice di The Artist Bérénice Bejo

 

\"Nel 2004 mi è capitato di vedere un documentario sulla storia della macchina per scrivere che comprendeva una piccolissima sequenza sui campionati di velocità dattilografica: quei brevi trenta secondi mi hanno talmente affascinato che ho subito percepito le potenzialità cinematografiche e drammaturgiche di quel tema e quindi ho cominciato subito a delineare la trama\" ha raccontato il regista. \"L'universo della dattilografia mi sembrava folle: trovavo incredibile che fosse potuto diventare uno sport ed ero incantato dal rapporto uomo/macchina\".

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