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Benvenuti a "Il Borro", il gioiello della famiglia Ferragamo

Nel Valdarno l'esperienza di un soggiorno in un borgo medievale trasmormato in dimora di charme firmata Relais & Châteaux


“Un atto di fede che dura nel tempo”, così Ferruccio Ferragamo parla nel 1985 de Il Borro. Per anni affittato dalla famiglia Ferragamo per trascorrere le vacanze nella quiete della campagna toscana, nel 1993 viene acquistato da Ferruccio: insieme al figlio Salvatore dà inizio ad una scrupolosa opera di restauro, mosso dal desiderio di ridare vita al borgo medievale e all’antico castello magnificamente incastonati nel Valdarno Superiore, a pochi chilometri da Firenze, in un’immensa proprietà di 750 ettari che va dalle pendici del Pratomagno all’Arno, per salvaguardare e valorizzare le tradizioni e la storia di entrambe.

Nel segno dell’accoglienza firmata Relais & Châteaux, il prestigioso circuito che raccoglie 540 dimore esclusive e ristoranti gourmet nel mondo, a cui la proprietà è affiliata dal 2013, condividendo la medesima visione etica dell’ospitalità, declinata in rispetto e cura del territorio, attenzione agli ospiti ed eccellenza enogastronomica.

 E così, dopo sette lunghi anni di lavori, il paesino risalente al 1000 e l’ex fortezza baronale della potente famiglia Pazzi, poi tenuta di caccia di Amedeo d’Aosta, vengono recuperati e trasformati in esclusiva dimora di charme, dove sono state riaperte le botteghe degli artigiani e le antiche tradizioni gastronomiche e vinicole rivivono attraverso forme di produzione sostenibili nei confronti dell’ambiente e l’ospitalità di lusso si integra con la vita di un’azienda agricola d’avanguardia. Tutto intorno il borgo, infatti, si estende l’enorme tenuta dove Ferruccio va a caccia e dove si producono ancora olio, noci e cereali, e soprattutto vino, rigorosamente a conduzione biologica.

Iniziata nel 1995, l’attività vitivinicola (per info: www.ilborrowines.it) sfrutta la varietà del terroir, il clima mite, l’umidità e l’ottima esposizione dei vigneti al sole, per forgiare vini di altissima qualità. Tutti dislocati tra i 300 e i 400 metri d’altezza, i 45 ettari vitati sono coltivati a Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah, Chardonnay e Petit Vedot. Raccolte manualmente e selezionate con cura, le uve vengono diraspate, pigiate e convogliate in contenitori di acciaio e legno per dar vita a quattro rossi e un bianco, per una produzione totale di 200.000 bottiglie l'anno, esportate in tutto il mondo. Senza dimenticare che dal 2012 l’azienda ha avviato la conversione di una parte dei vigneti all’agricoltura biodinamica, per aiutare la terra ad autorigenerarsi, preservandone la fertilità e mantenendo un alto livello di produzione.

Ad affiancare la cantina storica risalente a 300 anni fa, con le botti e le barrique originali, è la nuova cantina inaugurata nel 2014, dove gli ospiti dopo la visita possono degustare le prestigiose etichette apprezzate in tutto il mondo. A cominciare dall’Alessandro Dal Borro, ottenuto da Syrah in purezza, punta di diamante della produzione voluto da Ferruccio Ferragamo per celebrare le storiche origini del Borro. Senza dimenticare Il Borro, il Pian di Nova, Polisena, Lamelle e il Bolle di Borro, il nuovo Rosé Brut Metodo Classico completamente biologico, per cui è stato selezionato uno specifico vigneto di Sangiovese, che rappresenta il fiore all’occhiello della produzione con la sua schiena acida e la struttura fruttata, dalle note agrumate e di pane.

La storia del vino rivive nella Galleria Vino&Arte, dislocata proprio sopra le cantine, riaperta con una nuova mostra “Da Mantegna a Warhol. Storie di vino”, un vero e proprio viaggio nella storia del Borro, dei suoi protagonisti dai Medici, agli Hohenlohe, i Savoia, fino ai Ferragamo, raccontata dalla preziosa collezione di incisioni di Ferruccio e dalla sensibilità di grandi artisti come Mantegna, Dürer, Rubens, Rembrandt, Goya, Manet, Picasso e Warhol. Non solo vino. La proprietà conta infatti anche 180 ettari destinati a foraggi e seminativi, gli alveari con api per il miele biologico, 200 galline e quaranta ettari di oliveti, per la produzione di olio extravergine d’oliva con spremitura a mano e frangitura effettuate con metodi biodinamici. E ancora, l’Orto del Borro: un intero ettaro a conduzione biologica, coltivato con soli ortaggi di stagione, gestito da Vittoria Ferragamo, con consegna a domicilio per i clienti toscani e a cui attinge anche l’Executive Chef Andrea Campani nella preparazione dei suoi menu stagionali.

Da gustare all’Osteria del Borro, di recente completamente rinnovata, disegnata da spazi arredati con raffinato gusto country, luminosi e curati nei dettagli. Ḕ divisa tra ristorante gourmet, al primo piano, con splendida terrazza, ampia cucina a vista e grande camino centrale e Tuscan Bistro al piano terra, sede anche di un’area degustazione e cantina a vista, ricca di prestigiosi vini italiani e stranieri. In tavola, le tradizionali ricette toscane rivisitate in chiave contemporanea, scrupolosamente preparate con ingredienti genuini, stagionali e a chilometro zero.

Per un light lunch e una pausa relax si sceglie il Vin Cafè, uno spazio di design pervaso di luce, con piscina a sfioro, nell’area de La Corte, dove un tempo si trovavano le vecchie stalle della tenuta. Non lontano nella spa ci si dedica alla remise en forme e si potranno degustare centrifugati e piatti vegetariani a base dei prodotti dell’Orto del Borro. La dimensione antica del borgo si esprime al meglio nelle storiche Ville e nelle suite, dal lusso discreto, arredate con gusto in classico stile toscano, tutte alimentate ad energie rinnovabili. Si sceglie tra Villa Il Borro, spettacolare residenza ottocentesca con saloni e camere principesche, la rurale Chiocci Alto, con piscina privata e insuperabile vista panoramica, Villa Casetta, in stile contemporaneo, immersa nei vigneti di Merlot.

Nel borgo medioevale, infine, 30 suites di charme accolgono gli ospiti in un luogo senza tempo.

AUTORE: Elisabetta Canoro

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