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Mauritius, profumo di spezie e sapore di rum

Viaggio nell’isola della vaniglia che, mix di culture ed etnie, è uno degli ultimi paradisi naturalistici del Pianeta

“Dio creò Mauritius e poi il Paradiso Terrestre”. Così lo scrittore americano Mark Twain descriveva Mauritius, l’isola della vaniglia e delle spezie nel 1885. Difficile dargli torto.

Bagnata dalle acque cristalline dell'Oceano Indiano, è un'isola vulcanica tuttora incontaminata che su una superficie di neanche duemila chilometri quadrati concentra un’enorme varietà di immagini da sogno.

Melting pot di popoli e culture, è l'emblema della tolleranza e della convivenza pacifica, dove indu, tamil, buddhisti, musulmani e cristiani, vivono in perfetta armonia. 

L’identità multietnica ha dato vita alla cultura creola, un mix di idiomi, usanze, aromi e profumi che si scopre spingendosi verso la costa occidentale, incontrando il sorriso gentile della popolazione, fino alla capitale Port Louis, dove lasciarsi inebriare dalle spezie di Central Market oppure fino al mercato di Flaq, nella parte orientale, ricco di pesce freschissimo e crostacei, frutta e tè alle erbe.

I banchi dei mercati isolani sono colmi di curcuma, zenzero, coriandolo, zafferano e vaniglia, ingredienti tipici della cucina tradizionale, ma anche il segreto della riuscita dei piatti che conquistano il podio al Festival Culinaire Bernard Loiseau, la principale manifestazione gastronomica dell’Oceano Indiano, attesa tutti gli anni, a marzo, nella cornice del Constance Belle Mare Plage.

Gli itinerari del gusto portano lungo la via del tè, o meglio La Route du Thè un tour nel cuore dell’entroterra di Mauritius alla scoperta della storia, della tradizione e delle tecniche di produzione del tè, uno dei prodotti simbolo. Dalle piantagioni di tè si passa a quelle di canna da zucchero, preziosa risorsa isolana, da cui si ricava il pregiato rum mauriziano. Imperdibile è allora una visita a L’Aventure du Sucre, antico zuccherificio riconvertito in area espositiva, mentre tutti i passaggi della distillazione si scoprono alla Rhumerie de Chamarel, immersa nel verde dell’entroterra.

Leggendaria isola del dodo, Mauritius è soprattutto un paradiso naturalistico. Immersa nelle calde acque dell’Oceano Indiano, a circa duemila chilometri di distanza dalla costa orientale dell'Africa, è quasi interamente incorniciata dalla barriera corallina e segnata, lungo i 330 chilometri di costa, da immacolate distese sabbiose color avorio. Sono bordeggiate dai filaos, sottili pini cullati dagli alisei, punteggiate da rocce vulcaniche e sovrastate dalle cime basaltiche del Piton de la Petite Rivière Noire, che s’innalza verso il cielo per oltre 800 metri.

Nell'entroterra, il verde delle piantagioni di tè si alterna a quello più intenso della foresta pluviale e a quello argenteo della canna da zucchero. Il territorio è costellato di laghi, fiumi, torrenti e salti d'acqua imponenti come le Cascate del Tamarin. Ninfee giganti, palme da cocco, fiori di loto, gigli e frutti esotici ne caratterizzano la ricchissima flora, che incanta per l'intensità dei colori e per la varietà. La più ampia zona protetta è il Black River Georges National Park, dove tra ebani, felci e alberi di canfora, vivono in libertà scimmie, cervi e cinghiali.

Nella regione meridionale, a quattro chilometri dal villaggio di Chamarel, una deviazione conduce invece alle famose terre vulcaniche multicolori, caleidoscopio di sfumature gialle, viola, verdi, rosse e blu. Un arcobaleno di colori, come tutta la straordinaria natura mauriziana.

Per tutte le info www.tourism-mauritius.mu/

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AUTORE: Elisabetta Canoro

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