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Il Parlamento Europeo studia i dazi anti dumping

Materie prime vendute a prezzi ridotti da paesi extra comunitari. Una minaccia al commercio della Ue che studia alcune contromosse

Il Parlamento Europeo studia i dazi anti dumping


Spesso le merci sono vendute all'Europa a prezzi bassissimi - il cosiddetto dumping - che può minacciare le industrie e i posti di lavoro europei. Per contrastarlo si impongono dazi antidumping, ora allo studio del Parlamento Europeo

Nel mondo del commercio globale, vi sono due principali tipi di economie: un'economia di mercato ed una non di mercato.

In una economia di mercato, i prezzi sono determinati dalle regole della domanda e dell'offerta, con un'interferenza limitata da parte dello stato. In un'economia non di mercato i prezzi possono essere stabiliti dallo stato.

Uno dei maggiori partner commerciali della UE è la Cina, trattata come un'economia non di mercato. Ciò significa dazi antidumping più elevati. La Cina ha chiesto alla UE di concederle lo stato di economia di mercato. Ma con la nuova legge, le classificazioni non avranno più importanza. La Commissione UE potrà decidere quali dazi imporre basandosi su criteri quali l'interferenza statale nel paese, e non sul tipo di economia. Non è protezionismo, ma è uno strumento che, anzi, pone al centro la necessità che ci sia una libera concorrenza di mercato ma, allo stesso tempo, a parità di condizioni. Il Parlamento Europeo sta vagliando la nuova legislazione per garantire che il significato e l'ambito di applicazione dei criteri siano totalmente trasparenti. Lo scopo: condizioni commerciali più eque per le aziende della UE.

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