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Coppie gay: Italia condannata dall'Europa

La Corte europea dei diritti umani accoglie il ricorso di tre coppie italiane. Boschi: "La legge entro un anno"

La Corte Europea dei diritti umani ha condannato l'Italia per le leggi sui diritti delle coppie gay. I giudici di Strasburgo hanno accolto così il ricorso di tre coppie gay italiane che non avevano visto riconosciuto il loro matrimonio.

Secondo la Corte è stato violato l'articolo 8 della Convenzione europea che gestisce i diritti familiari in tutta Europa. "La Corte ha considerato che la tutela legale attualmente disponibile in Italia per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di una coppia gay impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile"

Dopo la sentenza il nostro paese avrebbe tre mesi di tempo per adeguarsi alle richieste di Strasburgo oppure impugnare la sentenza e chiedere un secondo grado di giudizio. Il Ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi ha però affermato che entro un anno sarà pronta una nuova legge.

Le coppie gay "hanno le stesse necessità di riconoscimento e di tutela della loro relazione al pari delle coppie eterosessuali - scrive ancora la Corte - Per questo l’Italia e gli Stati firmatari della Cedu devono rispettare il loro diritto fondamentale ad ottenere forme di riconoscimento che sono sostanzialmente allineate con il matrimonio. L’Italia è l’unica democrazia occidentale a mancare a questo impegno". In realtà in Europa nemmeno la Grecia riconosce le unioni tra le persone dello stesso sesso, e diversi altri paesi tra i 47 del Consiglio d’Europa - tra questi la Turchia, la Polonia, la Bulgaria, la Romania, la Russia, la Slovacchia e l’Ucraina - non prevedono nessun riconoscimento. Sono 24 i membri che hanno invece già legiferato in questo senso

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