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La "casta" della Polizia sfratta gli ex agenti

Per una vita hanno servito lo Stato, adesso li cacciano per dare le loro case agli alti dirigenti

Guardate le facce di questa gente, ascoltate le loro storie. Panorama.it è entrata nelle loro case. Case  che dovranno lasciare. Cinque famiglie su quaranta che occupano due palazzi in via Trionfale, zona semicentrale di Roma, se ne sono già andate. Chi sono? Ex agenti di polizia in pensione. Gli è stato detto che non hanno più diritto ad abitare negli alloggi che gli erano stati assegnati a canone agevolato. Certo, è la legge. Ma adesso a chi andranno queste abitazioni? Ad alti funzionari e dirigenti della Polizia di Stato che le riceveranno gratis, ristrutturazione compresa. E non sempre, pare, avendone diritto. “Ci aiutino almeno a trovare una soluzione alternativa tenuto conto dei nostri redditi” è la richiesta di chi, dopo aver servito lo Stato per tutta la vita, qualcuno perdendola, qualcun altro rischiandola di brutto, si ritrova ad essere ricompensato così, con la stessa polizia in casa per falri andare via.

Non solo. Se è vero, come è vero, che ai pensionati e alle vedove degli agenti la casa non spetta più e con 900 euro al mese e figli disabili a carico, dovranno trovarsi un'altra sistemazione, non si capisce perché l'ingiunzione di sfratto non abbia ancora raggiunto anche chi, perso il diritto all'alloggio, è beneficiario di pensioni molto più consistenti. A denunciarlo è il Silp, il sindacato di polizia. Nella lista dei fortunati compare, ad esempio, l'ex questore della Capitale Marcello Fulvi, beneficiario di 150 metri quadrati ai Parioli. Anche il direttore della banda musicale, Maurizio Billi, gode ancora dello stesso privilegio e nessuno ha pensato di toglierglielo. Analoga “svista” quella che consente all'ex segretaria del capo della Polizia Antonio Manganelli, Tiziana Terribile, di continuare a godere di 200 mq a piazza del Collegio Romano. L'attuale questore di Arezzo, Felice Addonizio, benché proprietario di una casa a Roma e con un alloggio di servizio assegnato ad Arezzo, risulta ancora residente all'ultimo piano di un palazzo con vista Colosseo. E poi ancora Aldo Nardiello che con un incarico all'Ufficio centrale ispettivo, che non prevede l'assegnazione dell'alloggio, ne ha ottenuto uno sempre nei pressi dell'Anfiteatro Flavio. Ci sono poi Antonio Tomasetti, che quando aveva l'incarico di gestire le pratiche di assegnazione delle case, se ne prese una enorme sulla Portuense e il prefetto Mario Esposito, che nei 12 mesi successivi al pensionamento mantenne l'usufrutto di un loft in via del Teatro Marcello.

Ma insomma, se la legge deve essere applicata, e deve esserlo, non si potrebbe iniziare dall'alto invece che sempre dai più deboli?

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