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Libia: i 4 italiani rapiti dagli scafisti?

Ancora incertezza sulla sorte degli italiani rapiti. Alfano: "Non escludo la pista ma non trattiamo con gli scafisti"

Continua il mistero sul rapimento dei 4 tecnici italiani scomparsi da alcuni giorni in Libia mentre rientravano da una trasferta in Tunisia. Ancora infatti non sembra esserci stato alcun contatto con i rapitori e le famiglie ma nemmeno con l'unità di crisi della Farnesina che si sta occupando del caso.

Sembra però prendere corpo l'ipotesi che i rapitori possano essere persone legate al traffico di clandestini dall'Africa all'Italia e che possano aver chiesto la liberazione di diversi scafisti arrestati negli ultimi mesi in cambio della liberazione dei 4 tecnici della ditta Bonatti che stavano lavorando ad un gasdotto in Libia. Un'ipotesi che anche il Ministro dell'Interno Angelino Alfano si sente di non dover escludere anche se "in questa fase delicata è sicuramente meglio far lavorare in silenzio gli uomini della Farnesina e dei servizi segreti che stanno raccogliendo informazioni sul posto. Di sicuro - ha continuato il titolare del Viminale - l'Italia non tratta con gli scafisti".

Anche ieri intanto è proseguito il balletto di accuse reciproche tra l'Esercito delle tribù, le milizie jihadiste e quelle filo-governative sulla responsabilità del sequestro di Gino Pollicardo, Fausto Piano, Filippo Calcagno e Salvatore Failla. Un panorama caotico, quello libico, che di certo non agevola il lavoro di chi sta cercando di risolvere il caso. Il Presidente della repubblica, Mattarella, ha ricordato durante la sua visita a Malta come quello della Libia "sia un problema di tutta l'Europa, non solo dell'Italia"

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