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No ai rifiuti. Presidio a Pian dell'Olmo

Alle porte di Roma rivolta contro la nuova discarica

Non hanno lasciato l'accesso libero neanche alla corriera del Cotral. Al chilometro 7,500 della via Tiberina non si passa. All'angolo con via Pian dell'Olmo va avanti da ieri sera il presidio contro la nuova discarica provvisoria di Roma, che sostituirà quella di Malagrotta.

E' qui, infatti, che finiranno presto le 5mila tonnellate di spazzatura al giorno che fino ad oggi venivano sversate, in modo indifferenziato, nella discarica del \"re della spazzatura\", Manlio Cerroni, che Bruxelles ha imposto all'Italia di chiudere entro 56 giorni, proprio perché fuori legge.

Ieri il neocommissario all'emergenza rifiuti, Goffredo Sottile, aveva tentato di rassicurare: \"La nuova discarica di Pian dell'Olmo non costituirà un pericolo per la salute\". Ma a soli 800 metri dalla cava scorre il Tevere e la paura maggiore è per quanto potrebbe accadere se le acque del fiume straripassero. Non solo. Dal momento che il terreno della cava è di tufo, materiale sconsigliato dai geologi quando si deve realizzare una discarica, il rischio è che il percolato prodotto dai rifiuti contamini le falde acquifere che si trovano a 7-8 metri di profondità.

A poca distanza dalla discarica ci sono poi un asilo nido e alcune case. Per Graziella e le altre donne incatenate \"la salute dei nostri figli vale - dicono - di più dei quattro reperti archeologici di Corcolle e Villa Adriana\". Bruno Ughetti, che a Pian dell'Olmo ci abita da 50 anni e che stamattina si è stretto una catena intorno alla vita davanti al cancello dell'area della futura di scarica, piange di rabbia. Alle sue spalle, qualche metro più in su, la cava di tufo, una buca di modeste dimensioni. Intorno prati, pascoli, cespugli gialli di ginestre e un forte odore di mentuccia. Almeno finché non si avvertirà solo quello di monnezza.

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