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Omicidio Sforna: "Diteci chi ha ammazzato nostro figlio"

A un anno dall'assassinio del 18enne romano i genitori di Edoardo chiedono giustizia

Una mamma e un papà, Marina e Antonio, un unico figlio: Edoardo. Una famiglia normale, di persone per bene. Tutti lavoratori: Marina dipendente dell'Acea, Antonio vigile del fuoco in pensione, Edoardo studente al penultimo anno dell'istituto tecnico commerciale e assistente bagnino in piscina. Abitano in una villetta trifamiliare a Morena, quartiere a sud est di Roma. Edoardo, 18 anni, è un ragazzone dal sorriso aperto, bravo a scuola, pieno di amici. Vuole a tutti costi comprarsi la macchina da solo e per questo va a lavorare tutti i pomeriggi. Guadagna bene, 1000 euro al mese. I suoi genitori non gli fanno mancare nulla e non è certo per arrotondare che accetta di sostituire Roberto per qualche giorno nella pizzeria di via Frascineto, poco lontano da casa. Lo fa perché è generoso, e al suo amico d'infanzia, al suo “fratè”, non saprebbe mai dire di no.
La sera del 23 agosto di un anno fa saluta i suoi ed esce perché c'è da consegnare qualche pizza. Marina e Antonio non lo rivedranno più.
A distanza di un anno le indagini non hanno ancora stabilito chi abbia sparato a Edoardo sulle scale della pizzeria e perché. Quello che invece hanno escluso categoricamente è quanto all'inizio riportarono alcuni giornali, ossia che il giovane avesse una doppia vita: bravo ragazzo di giorno, spacciatore di notte. “Se nostro figlio fosse stato un delinquente, oggi già sapremmo chi lo ha ucciso e perché. Ma lui è morto al posto di qualcun altro e adesso abbiamo bisogno di conoscere la verità. Di avere giustizia”. In questa video intervista Marina e Antonio ricostruiscono l'ultima giornata di vita del figlio e lanciano un appello: “Non dimenticatevi di Edoardo”.

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