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Rai: governo battuto dai dissidenti Pd

I dissidenti Pd e gli uomini di Verdini votano contro Renzi sulla Rai. Lotti "Vigliacchi". Brunetta: "Renzi non ha più la maggioranza"

Il Governo Renzi è stato battuto ieri per due volte al Senato sulla riforma della Rai. Ad affossarlo i voti dei dissidenti interni al Pd; la cosiddetta "minoranza interna" si è infatti schierata con l'opposizione compatta. 19 i senatori del Pd che hanno votato contro l'esecutivo a proposito di un emendamento che prevedeva la delega sul canone Rai.

Oltre a quello dei dissidenti è mancato anche l'appoggio di Ala, il neo gruppo parlamentare composto da Denis Verdini. Due di loro hanno votato contro mentre altri sette si sono astenuti.

"Questo voto contrario è una pugnalata al partito - ha commentato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti - è un metodo vigliacco soprattutto se poi ci accusi di "essere come Berlusconi" e poi voti con Forza Italia". Analoghi i commenti di altri componenti del Pd di area renziana come il ministro Boschi ed Orfini.

Esultano invece le opposizioni. Per Brunetta "Renzi non ha più la maggioranza".

Gli emendamenti all’articolo 4 sono presentati da Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Sel, Lega e minoranza dem che chiedevano la soppressione della delega al Governo per la disciplina del finanziamento pubblico alla Rai. In sostanza si parla del canone televisivo che dovrebbe essere oggetto di modifiche normative da parte dell'esecutivo. Ma con l’approvazione dell’Aula - con 121 sì e 118 no - si sopprime l’intero articolo 4 del ddl di riforma della Rai. Dopo l’approvazione degli emendamenti, in Aula era scoppiato un grande applauso.

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