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Referendum: cosa prevede la riforma del Senato | video

Referendum per la riforma del Senato. Ecco cosa prevede la modifica della Costituzione che i cittadini saranno chiamati ad approvare o meno il 4 dicembre

Referendum: cosa prevede la riforma del Senato | video


Sarà un referendum a stabilire se diventerà legge la riforma costituzionale del Senato, che ha già avuto l'approvazione del Parlamento.

La Corte di Cassazione ha dato il suo ultimo via libera al voto, ed oggi il consiglio dei ministri ha deciso anche la data della consultazione referendaria: si voterà domenica 4 dicembre. Una data scelta dopo mesi di attese e polemiche. Secondo alcune forze politiche favorevoli al No il referendum in dicembre provocherebbe una riduzione dei votanti a favore del popolo del Si.

Polemiche che non mancano nemmeno per quella che sarà la scheda del referendum e che Renzi ha mostrato e presentato attraverso twitter. Sulla scheda infatti, oltre alle solite diciture tecniche, vengono spiegati alcuni "effetti" della stessa legge (dimezzamento dei parlamentari, riduzione dei costi della politica etc). Una scelta che secondo molti sarebbe un vero e proprio spot per la caccia all'ultimo voto e che andrebbe contro a quello che è da sempre avvenuto in caso di referendum dove non era mai presente alcun accenno di merito.

Il Tar però ha respinto il ricorso presentato da alcuni partiti (Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana) proprio per il quesito posto sulla scheda elettorale. Il Tribunale lo ha dichiarato inammissibile per "difetto di giurisdizione".

scheda referendum senato riforma 4 dicembre

Un referendum che avrà enormi implicazioni politiche. Ma, cosa prevede la riforma del Senato? Quali sono le modifiche principali che propone il referendum? Quanti senatori ci saranno? Chi e come saranno eletti? Avranno uno stipendio? Cosa potranno fare? E, soprattutto, cosa "non" potranno fare?

Domane alle quali diamo una risposta con questo vide, un tutorial, una guida, per capire facilmente su cosa siamo chiamati a votare il prossimo autunno.

Un voto che il premier Renzi ha cercato di personalizzare, dichiarando più volte che in caso di vittoria del "no" lui trarrà le conseguenze politiche e si dimetterà. Sul voto ed il risultato però regna l'incognita del numero dei votanti e degli astenuti, anche se, essendo un referendum costituzionale confermativo per la sua validità non conta il raggiungimento del 50% più uno. Il voto referendario sarà valido in ogni caso

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AUTORE: asoglio

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