Calcio

Calcioscommesse: l'intercettazione degli Ulizio

Il dialogo tra padre e figlio che al telefono ridono della sconfitta della loro squadra

Pochi giorni dopo la sconfitta della Pro Patria contro la Cremonese, secondo gli inquirenti calabresi una delle prove più riuscite della cupola del calcioscommesse (che aveva puntato esattamente sulla redditizia combo verificatasi in campo: primo tempo 2 / finale 1 / over 3,5), il direttore ombra della squadra sconfitta, Mario Ulizio, parla al telefono con il figlio Andrea, difensore dello stesso team. I due ridono della figuraccia fatta in campo pochi minuti prima e costata ai biancoblu una dura contestazione dei tifosi. Ma non le critiche dell’allenatore, secondo l’accusa complice della frode sportiva insieme ad altri due calciatori citati nella chiacchierata.

“Questa conversazione” scrivono sempre i giudici calabresi “faceva trasparire nitidamente quanti atleti del Pro Patria avessero venduto le loro prestazioni [...] I calciatori assoldati, oltre all’ormai noto Andrea Ulizio erano Adolfo Gerolino [...] e Vincenzo Melillo, il portiere, che aveva prestato la sua opera per combinare l’incontro facendo una papera eclatante. Ai calciatori si aggiungeva la complicità dell’allenatore del Pro Patria Marco Tosi, che aveva guadagnato le lodi di Andrea Ulizio spacciando le pessime prestazioni rese in campo dai calciatori venduti per errori di gioco commessi, addirittura, da loro compagni di squadra, che pagavano la propria onestà con i rimproveri immeritati del proprio allenatore. La papera di Melillo, il rigore procurato agli avversari dalle distrazioni di Gerolino e l’espulsione che si era guadagnato Andrea Ulizio in maniera inconsulta alla fine del primo tempo erano i contributi resi dai calciatori al buon esito della combine, e per il complice Tosi erano eventi da tacere o sminuire”.

Cremonese-Pro Patria 3-1 (Le immagini della gara "truccata")

 

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