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Cammarelle: "L'inglese? Lo spiezzo in due

Video intervista esclusiva al colosso del pugilato italiano, prima della sua sfida per l'oro olimpico

L’(ultimo) Sabato del Villaggio olimpico scorre tranquillo. Gli atleti, come da tradizione, scambiano spille, qualcuno si rilassa al pub degli atleti ascoltando una ragazza giamaicana che canta il reggae. Altri fanno gli ultimi acquisti (le magliette del Villaggio, in vendita solo qui, sono quasi esaurite, rimangono solo le taglie xxl).

L’unico luogo dove la vita ferve ancora è la palestra (con marchio italiano da sei Olimpiadi). Di qui passa la regina di Spagna. I giocatori di volley della Bulgaria, in vista della sfida per conquistare il bronzo contro l’Italia, fanno pesi. Quelli brasiliani (finalisti) un po’ di cyclette.

Ma il personaggio che attira l’attenzione di tutti è un gigante steso sul tappetino: Roberto Cammarelle, poliziotto di Cinisello Balsamo (Milano) e pugile dei supermassimi (quelli di peso superiore ai 91 kilogrammi). Sta facendo stretching in vista della sfida contro il campione di casa: Anthony Joshua. Pugni che varranno oro. Quello della medaglia più ambita.

Cammarelle, e il suo allenatore Francesco Damiani (medaglia d’argento ai Giochi di Los Angelse del 1984 e campione del mondo dei massimi versione Wbo dal 1989 al 1991), come spiegano, con un sorriso, in questa intervista video esclusiva a Panorama.it, non temono il tifo contrario. Del resto anche alle Olimpiadi di Pechino del 2008, Cammarelle per conquistare l’oro aveva dovuto sconfiggere nell’ultimo incontro Zhang Zhilei, colosso locale. A cui non bastò per vincere un’arena con diecimila cinesi ululanti.

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