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"Sul tetto del mondo": lo spettacolare docufilm del runner dei deserti

L'ultima impresa di Giuliano Pugolotti: una corsa di 300 chilometri in una delle regioni più remote e aspre della terra

Dopo aver attraversato 18 deserti, tra cui il Shahara, il Gobi e il deserto più caldo della terra, il Dasht-e Lut in Iran, il runner 55enne Giuliano Pugolotti si è spinto in una delle zone più remote del pianeta: "Sul tetto del mondo". L'ultima impresa del runner dei deserti è stata una corsa di 300 chilometri e mezzo lungo il Wakhan Corridor, una regione desertica con vette fino agli 8.000 metri di altezza, tra il Tajikistan e l'Afghanistan. Un'impresa impossibile che Pugolotti racconta in un docufilm e nel filmato realizzato da Alberto Narduzzi.

Dopo aver percorso il deserto più caldo in Iran, lo scorso anno, quest'anno il runner ha scelto quello più alto della terra: partito dai 3.600 metri del Wakhan Corridor, Pugolotti sale oltre i 4.500 metri di altitudine, percorrendo di corsa 300 chilometri fino al Bulunkul Lake, il luogo più freddo e isolato del Pamir, con temperature invernali che raggiungono i -55°. Niente acqua corrente, né elettricità o piante da bruciare, poche persone incontrate sul cammino - principalmente pastori di yack - respiro bloccato dall'altitudine e polmoni brucianti per il freddo: l'ultima fatica di Giuliano Pugolotti - il diciannovesimo deserto - è stata un'impresa difficile e sofferta, ma di grande intensità e bellezza.

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