Sport

Io, in mountain bike, ai mondiali downhill in Val di Sole

Il racconto della mia experience in bici al mondiale di MTB in Trentino, tra scenari mozzafiato ammirando i fenomeni della discesa


Su e giù (a piedi) per la ‘black snake’, la pista più difficile del circuito della Mountain Bike e teatro dei mondiali di Down Hill 2016, per ammirare i rider più forti del pianeta (nella video clip) mentre scendono a tutta velocità tra rocce e radici – quest’ultime prendono il colore nero quando bagnate dalla pioggia fino a sembrare, appunto, ‘serpenti neri’ – alzando nubi di polvere che esaltano i 20 mila spettatori (scatenati) sparsi lungo l’impianto di Daolasa.

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Il giorno prima ci avevamo provato anche noi a ‘scendere dalla collina’... Non lungo la black snake, ovviamente - un rider esperto arruolato come apripista racconta di essere caduto tre volte lungo il percorso – ma lungo i sentieri della Val Meledrio che prendono il via dallo stesso impianto utilizzato per la pista dei campionati e poi si snodano lunghi i ben più concilianti boschi, cascate e ruscelli del Parco Adamello Brenta.

Ma anche un tour di Enduro offre le sue piccole ma significative emozioni con alcuni passaggi da eseguire in ‘single track’ (uno in fila all’altro) fatti di polvere, rocce e piccoli salti. I pericoli, considerata l’attrezzatura, composta da caschetto, para ginocchia e para gomiti e una bici con due ammortizzatori e doppi freni a disco, sono pressoché nulli ma lasciar scorrere la mountain bike a tutta (almeno per noi) velocità sopra massi, radici e sassi è davvero una sensazione unica, e diversa. Così come diversa è la tecnica di 'guida' rispetto a quella delle bici di strada, con pedalata praticamente inesistente, le mani strette con braccia morbide sul manubrio e i piedi – paralleli in rettilineo e opposti in curva per mantenere il più dritta possibile la bici - che aiutano a mantenere equilibrio e aderenza con il terreno nelle varie fasi di discesa.

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Poi ci sono gli scenari mozzafiato dei 22 chilometri del Trail Val Meledrio Family, che si sviluppa lungo il corso del fiume Noce attraverso boschi, ponti di legno e una grotta naturale, da attraversarsi rigorosamente in sella all’MTB.

È bello pensare, forse illudersi, di poter guidare sulle stesse vette e con mezzi simili – in realtà la Mountain Bike per il down hill ha caratteristiche ancora più ‘spinte’ di quella da Enduro – a quelli dei fenomeni che sfrecciano lungo la black snake dove ovviamente l’'experience' è tutt’altra cosa: a spuntarla tra la polvere che ormai si solleva alta sul tracciato sono gli inglesi, con Rachel Atherton a trionfare tra le donne e il giovane fenomeno Danny Hart che chiudendo con 2.97 sul compagno di squadra Greenland (secondo alla fine) si laurea campione del mondo per la seconda volta.

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‘Solo qualche anno fa una discesa del genere sarebbe stata impossibile – dice un biker, istruttore di un negozio di noleggio biciclette –. Questi ragazzini sono davvero dei fenomeni’. Roba da giovani, quindi? No, la passione per la mountain bike è capace di contagiare tutti. Ma ‘non provateci a casa’, o meglio sulla black snake.

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