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Take Five, rapina a Napoli nel nuovo film di Guido Lombardi - Video in anteprima

Una storia di criminalità raccontata da attori che spesso hanno vissuto le stesse esperienze dei loro personaggi. Dal 2 ottobre al cinema

Guido Lombardi, vincitore Leone del Futuro "Luigi De Laurentiis" per la miglior opera prima con Là-bas - Educazione criminale (2011), torna con Take Five.

Il titolo si ispira al classico del jazz suonato dal Dave Brubeck Quartet (1959).

Storia di criminalità, raccontata da attori che hanno compiuto percorsi importanti, alcuni passando dal carcere e arrivando al grande schermo, uscirà al cinema il 2 ottobre. In questo video in esclusiva un estratto del film.

 

Presentato in concorso al Festival di Roma, Take five è la narrazione di una rapina rocambolesca messa in atto, con coraggio e incoscienza, da cinque "irregolari" del crimine. Un ricettatore (Gaetano Di Vaio). Un gangster (Peppe Lanzetta) leggendario e depresso. Un pugile (Salvatore Ruocco) squalificato a vita. Un fotografo di matrimoni (Salvatore Striano), ex rapinatore, reduce da un infarto. E un idraulico (Carmine Paternoster) con il vizio del gioco, che un giorno si ritrova nel caveau di una banca, per riparare una perdita della rete fognaria... e si fa venire un'idea... Diffidenti, solidali, infine travolti da un reciproco gioco al massacro, dove contano soltanto il denaro e la lotta per la sopravvivenza.

I protagonisti del film mantengono nella finzione gli stessi nomi, e in qualche caso le stesse esperienze, dei loro interpreti.
Cinque "assolo" in una delle città più "jazzy" al mondo: Napoli.

 

"Con Take Five ho provato a raccontare la storia di cinque 'irregolari', tutti con un sogno in comune, quello di arricchirsi. Per una forma di riscatto, per sfuggire ai propri fantasmi, o più semplicemente perché ognuno di loro crede che il denaro sia l’unica cosa per la quale valga la pena di vivere. Ma ho voluto raccontare anche cinque solitudini, che solo per pochi giorni si incontrano in nome di un progetto comune. Prevedendo tuttavia che la loro non può che essere un’unione fittizia, che duri il tempo di una rapina", dice il regista, che ha scritto la sceneggiatura da un soggetto di cui è autore con Gaetano Di Vaio. "Girando Take Five ho fatto ricorso, consapevolmente, agli archetipi del film di genere, pur volendo raccontare, a mio modo, una porzione del nostro tempo. Un tempo, una società, dove le persone sono sole, ossessionate, depresse. Dove i soldi, il successo, la fama rappresentano l’unica forma di riscatto da un anonimato altrimenti giudicato insopportabile".

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