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Bruno Piraccini: "La filosofia di Orogel? Testa e cuore"

Attenzione ai prodotti, alla salute, ma anche agli agricoltori ed ai dipendenti. L'ad di Orogel ci spiega qual è la filosofia che guida un'azienda che ha più di 40 anni (e non li dimostra)

“Sa che le verdure surgelate sono spesso meglio di quelle fresche?”. In un mondo dove non passa giorno senza che uno chef in qualche programma tv ci racconta che i prodotti surgelati, soprattutto la verdura, siano il “male assoluto” le parole di Bruno Piraccini, da decenni ad di Orogel, sembrano una forzatura o quanto meno una provocazione. Salvo poi avere le spiegazioni del caso.
“Inutile dire che se uno ha l’orto in casa dove ogni mattina coglie l’insalata che ha cresciuto con le sue mani allora non c’è partita. Ma io so che la nostra verdura è tutta italiana, controllata, prodotta da agricoltori selezionati, e messa in celle pochi minuti dopo essere state colta. Quella che invece troviamo al mercato o altrove ha viaggiato per km e spesso passato giorni e giorni prima di finire nel nostro frigorifero dove, forse, attenderà altri giorni prima di essere consumata. E poi sottoponiamo i nostri prodotti ad analisi di laboratorio che non lasciano dubbi sulla qualità e sulla loro bontà”.
Ma allora perché gli chef fanno il tifo per la verdura fresca?
“Guardi che nel mondo della ristorazione, anche di alto livello, si usano prodotti surgelati, e non solo per le verdure. come pensa che vengano gestiti carne e pesce ogni giorno…?”
Quella di Orogel è una storia lunga 41 anni, nata dall’amore per l’agricoltura, da una visione commerciale, dalla passione di agricoltori riunitisi in una cooperativa e di una dirigenza capace di stare al passo con i tempi, anche in questi anni di crisi.
“Stiamo crescendo gradualmente, anno dopo anno. Nell’ultimo decennio abbiamo aumentato soprattutto gli investimenti strutturali cercando di rafforzare la nostra identità di “produttori agricoli” intervenendo sul lavoro quotidiano di chi sta nei campi portando ricerca e tecnologia. Questo ha mantenuto il livello di qualità del prodotto riducendo i costi di produzione, permettendoci di restare competitivi. Ricordo che abbiamo scelto di produrre solo in Italia rinunciando a tutto quello che arriva dall’estero e che non “forziamo” la stagionalità di un prodotto. I nostri agricoltori non usano serre o altri meccanismi per allungare i mesi di produzione di questa o quella verdura. Difendiamo la stagionalità oltre che la qualità”.
Nessuno come un agricoltore, che passa la sua vita a contatto con la terra, l’acqua, l’aria, insomma, vive e lavora con la natura è attento alle problematiche ambientali. Cosa state facendo da quel punto di vista?
“Orogel fa ella sostenibilità uno dei suoi punti cardine. Noi dipendiamo dall’ambiente. I nostri prodotti, la loro qualità dipendono dall’ambiente. Per questo non usiamo pesticidi, se non di basso impatto e certificati. Ma vogliamo fare ancora di più: arrivare al “residuo zero”. Ci manca poco, la strada però è segnata. Noi portiamo al consumatore un prodotto pronto, lavato, pulito, che non ha residui e non invecchia nei frigoriferi. Che posso dividere: prenderne una parte e tenere l’altra per quando ne ho voglia. Insomma cosmo solo quello che mi serve senza avere residui. E posso avere prodotti in ogni stagione dato che surgelate posso durare anche 36 mesi”.
La cura dei prodotti, la cura dei produttori e dei clienti. Ma qual è la “cura” l’attenzione che in azienda avete verso i vostri dipendenti, quasi 2000?
“Orogel non pensa solo ai risultati, ai numeri, ma soprattutto alle persone ed al mondo che ci circonda. Con la nostra Fondazione infatti organizziamo eventi e pensiamo anche alla cultura delle persone, di una o più città. Ma non dimentichiamo nemmeno quelli che sono i bisogni primari delle persone che lavorano con noi e per noi. Loro sono al centro della nostra attenzione, da anni, con un welfare tutto nostro. Abbiamo ad esempio 10 appartamenti occupati dalle famiglie più bisognose tra quelle dei nostri dipendenti e ne stiamo costruendo altri 9 per aiutare chi ha problemi di abitazione. Abbiamo introdotto dei buoni scuola per l'acquisto dei libri; facciamo prestiti senza interessi fino a 12 mesi per alcune necessità momentanee ed aiutiamo persino per eventuali richieste di mutui. E non dimentichiamo anche la palestra, gratuita, ed il “passaporto del benessere” che consente a tutti di avere un check up medico annuale per sapere il loro stato di salute oltre ai consigli di un nutrizionista. A fine agosto poi apriremo un dopo-scuola, in accordo con un oratorio vicino non utilizzato e che abbiamo sistemato. In pratica dal prossimo anno, i figli dei nostri dipendenti potranno andare in questo luogo con aule per i compiti, aiutati da insegnanti ed educatrici, e spazi per il gioco ed il tempo libero, teatrino compreso. Il tutto a due passi dalla fabbrica. Sarà anche per questo che in 41 anni non abbiamo mai avuto uno sciopero".
Nella sede di Orogel tutti sanno che la porta dell'amministratore delegato è sempre aperta per un saluto, una chiacchiera, un dubbio, una stretta di mano. Un'azienda che sembra più una famiglia guidata dalla filosofia e dal cuore di un uomo dall'accento romagnolo marcato che da solo trasmette simpatia.
“Però, sia chiaro, abbiamo un rigore anche morale molto serio. Le regole aziendali ci sono e vanno rispettate”.
Che sia un'azienda, un dirigente di lungo corso, un agricoltore, il sacchetto di una verdura surgelata quello che conta è che abbia dentro di se testa e cuore.

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