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Cina, esplosione in un impianto chimico: 47 morti e 640 feriti

È di almeno 47 morti e 640 feriti il bilancio della fortissima esplosione avvenuta ieri in una fabbrica chimica nell'est della Cina, così forte da collegarla alla successiva scossa sismica di magnitudo 2,2

È di almeno 47 morti e 640 feriti il bilancio della fortissima esplosione avvenuta ieri in una fabbrica chimica nell'est della Cina, così forte da collegarla alla successiva scossa sismica di magnitudo 2,2 della scala Richter registrata in zona. La deflagrazione è avvenuta poco prima delle 15 ora locale nell'impianto chimico di Tianjiayi a Yancheng, nello Jiangsu.

Da segnalare anche numerosi feriti, non in pericolo di vita, residenti nei quartieri limitrofi l’impianto, che sono rimasti colpiti dall’onda d’urto provocata dall’esplosione e che ha provocato, ad esempio, la rottura di vetri e porte. Massiccio il dispiegamento delle forze dell’ordine, con i soli vigili del fuoco di Jiangsu che hanno condotto sul luogo dell’esplosione ben 86 mezzi.

Secondo la Xinhua l'incendio è stato domato ed «i livelli di inquinamento sono nei limiti consentiti». Il presidente cinese ha ordinato che vengano identificate in tempi rapidi le cause dell'incidente ed ha dato istruzioni ai governi locali ed ai dipartimenti competenti di rafforzare i controlli e l'applicazione delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro.

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