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Circaete 2018, l'esercitazione dell'Aeronautica Militare contro i dirottamenti

Cosa succede in caso di dirottamento? Quali sono i tempi e le modalità di reazione della nostra Aeronautica?

Momenti di panico come quelli vissuti a bordo del volo United l'11 settembre del 2001 si sono rivissuti nelle scorse ore, ma solo per un'esercitazione. Obiettivo: simulare un dirottamento da parte di un gruppo di terroristi, che costringe il pilota a cambiare rotta. A organizzare l'operazione, chiamata "Circaete 2018" è stata l'Aeronautica Militare, nell'anno di presidenza italiana della cosiddetta "Defence 5+5", di cui fanno parte i Paesi delle due sponde del Mediterraneo occidentale (Francia, Malta, Italia, Portogallo e Spagna + Algeria, Libia, Mauritania. Marocco e Tunisia).  Un aereo da trasporto militare (in questo caso italiano, un Falcon 900 Easy) ha fatto da "renegade", ossia ha finto di essere un velivolo civile pericoloso nel nostro spazio aereo. E' scattato uno "scramble" e i caccia Eurofighter sono decollati da Grosseto e Gioia del Colle in pochissimi minuti.
Lo scopo è stato quello di testare la reattività dei sistemi nazionali di sorveglianza e difesa dello spazio aereo, mirato al contrasto delle minacce aeree di tipo non militare, come i dirottamenti. Nello scenario dell'esercitazione è anche stato testato il coordinamento dei centri di controllo, dei siti radar e dei caccia intercettori.

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